
Jimmy Chien – Technical Director – Moldex3D (CoreTech System Co. LTD)
Nei miei post precedenti ho discusso di:
In molti sistemi di ingegneria esistenti, l’IA viene introdotta come una funzionalità:
Ma fondamentalmente, si tratta ancora di:
→ IA sovrapposta a sistemi esistenti
Se l’obiettivo è costruire sistemi di IA agentica, questo approccio non è sufficiente.
La chiave non è aggiungere un altro agente.
Si tratta di:
Se la piattaforma stessa è progettata per supportare agenti autonomi.
Da una prospettiva ingegneristica, una direzione più appropriata è:
→ Progettare una piattaforma di ingegneria agentica
invece di costruire applicazioni che contengono semplicemente agenti.
Una piattaforma di questo tipo potrebbe essere strutturata in questo modo:
Livello applicativo
↓
Livello agente
↓
Livello strumenti
↓
Livello conoscenza
↓
Livello dati
↓
Livello infrastrutturale
Il punto cruciale non sono i livelli in sé, ma il fatto che ciascun livello sia progettato per il funzionamento degli agenti.

Ad esempio:
Livello agente
In questa architettura, l’IA non è più solo una funzionalità, ma diventa parte integrante del funzionamento della piattaforma.
Questo porta a un cambiamento fondamentale:
Da “strumenti abilitati all’IA” a “piattaforme ingegneristiche native per l’IA”
L’attenzione non è più rivolta al numero di funzionalità di IA presenti in un sistema,
ma alla sua capacità di consentire agli agenti di far avanzare continuamente le attività ingegneristiche.
Ciò significa anche che l’IA agenteica non è solo un problema di capacità del modello.
È un problema di progettazione della piattaforma.
I sistemi di ingegneria del futuro non si limiteranno a fornire strumenti, ma parteciperanno attivamente al progresso delle attività di ingegneria.
Questo cambiamento di prospettiva sulla piattaforma potrebbe ridefinire il modo in cui progettiamo il software di ingegneria.